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09.09.2000
"Fuggiranno i cervelli"
Fonte: swif.uniba.it
REAZIONI isteriche", taglia corto lo studioso che malgrado i suoi 78 anni
si divide fra Milano e l'Università di Stanford, in California.
Luigi Luca Cavalli-Sforza, il padre della genetica delle popolazioni, parla
con l'autorevolezza di chi ha deciso di dedicare la sua vita alla ricerca,
e definisce il frutto di "pura isteria" il rifiuto dell'opinione pubblica verso
la clonazione umana: "Viviamo in una condizione molto triste, anche se sono
convinto che con il tempo questo atteggiamento cambierà".
| Ma questa volta, professore, a dire no a quel tipo di ricerca è l'Unione
Europea. Quali conseguenze potrà avere questa decisione? |
"Può darsi che la risoluzione del Parlamento europeo possa frenare
l'attività di ricerca in buona parte del Vecchio Continente, ma sono anche
convinto che alla fine le ragioni della scienza avranno la meglio: è impossibile
mettere un freno all'evoluzione scientifica".
| Intanto il no della Ue rischia di avvantaggiare i Paesi dove
lo studio sulla clonazione va avanti, come Usa e Gran Bretagna. Non è così? |
"Può darsi. Ma è comunque un fatto positivo che la ricerca
continui e che il lavoro venga svolto da comunità scientifiche qualificate:
non importa dove, né se i finanziamenti siano pubblici o privati. E' essenziale
che gli studi proseguano in attesa che questa campagna contro la clonazione finisca.
E' il frutto di una psicosi che parte da lontano: cominciata con il cibo transgenico,
si è allargata a macchia d'olio. Non dobbiamo arrenderci, occorre convincere
l'opinione pubblica che la clonazione non è quella pratica mostruosa
la cui immagine è purtroppo radicata nella fantasia popolare. La gente
deve sapere che grazie alla ricerca in questo campo possono essere debellate
malattie gravissime e incurabili".
| Vuole dire che è stata l'ignoranza ad aver indotto la
maggioranza dei parlamentari europei a votare no? |
"Credo che quella risoluzione sia stata dettata da motivi di carattere filosofico
e religioso. E politico. Prenda i Verdi. Si sono attestati su una posizione che
ritengo assurda. Si battono per un ambiente che hanno trasformato in una sorta
di icona, un qualcosa di immutabile nel tempo. Rimangono immobili, non si rendono
conto che la vita scorre, che la conoscenza non può che avanzare verso
nuove frontiere, che la natura stessa è un continuo divenire. Nulla rimane
inalterato, a cominciare dall'ambiente. Ma loro, i Verdi, non l'hanno ancora
capito, e così finiscono per condurre battaglie di retroguardia".
| Ritiene che il voto dell'Ue possa provocare una fuga di cervelli
verso i Paesi in cui gli studi sulla clonazione vengono incoraggiati? |
"Purtroppo sì, anche se l'esodo delle intelligenze più vive
nel campo della ricerca scientifica esiste da molto tempo. Il motivo è la
mancanza di finanziamenti, è l'insensibilità di molte banche che
dovrebbero sostenere la ricerca che invece ignorano. I finanziamenti privati
sono dispersi in mille rivoli, mentre dovrebbero nascere delle fondazioni in
grado di impegnare buona parte dei loro fondi nelle iniziative scientifiche.
E poi non dimentichiamo che anche in Italia, come negli Stati Uniti, abbiamo
alcuni tra gli uomini più ricchi del mondo: dovrebbero fare qualcosa di
più per la ricerca".
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